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Un autunno di fuoco

di Matteo D'Aosta

Ultimo aggiornamento : 23-09-2008 11:30
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Nei prossimi 4 mesi il risparmio gestito italiano prepara il grande restyling. Entro fine anno gli hedge fund saranno accessibili a tutti, le SGR avranno una maggiore autonomia rispetto alle banche, le obbligazioni bancarie e i prodotti assicurativo-finanziari saranno finalmente prodotti trasparenti e comprensibili, i consulenti finanziari avranno il loro albo.
Se la tempistica, indicata dal Gruppo di lavoro sui fondi comuni italiani promosso da Banca d’Italia, sarà rispettata, lo scenario fin qui descritto diventerà realtà entro la fine del 2008. 
La tavola riassuntiva delle proposte di intervento allegata al rapporto finale del tavolo tecnico voluto da Mario Draghi non lascia molto spazio alle interpretazioni e impone il passaggio dalla teoria alla pratica fin da settembre. 
Entro la fine del mese, Ministero dell’Economia, Banca d’Italia, Consob e Industria dovranno costituire dei comitati tecnici, composti da autorità e operatori del mercato, per individuare ed esaminare le tematiche di particolare rilievo strategico. 
Poi sarà subito la volta dei consulenti finanziari. 
 
Entro la fine di ottobre i criteri di indipendenza per i nuovi advisor dovranno essere stabiliti in maniera definitiva e rigorosa. Spetterà al Ministero dell’Economia il compito di rispettare i tempi, accelerando così la nascita dell’albo di categoria, che dopo un primo rinvio, dovrebbe vedere gli albori entro la fine di dicembre 2008. 
 
E dicembre si prospetta come un mese caldissimo per il mondo del risparmio gestito e degli advisor in generale. 
Sul fronte consulenti, nell’attesa dell’albo, l’industria dovrà opportunamente autoregolamnetarsi e accrescere i servizi di consulenza offerti alla clientela finale, distinguendo tra servizio di consulenza e servizio di assistenza (fornita nel collocamento di prodotti semplici a chi non richiede la consulenza, ndr). 
Spetterà sempre all’industria rafforzare, tramite un’adeguata autodisciplina, l’autonomia delle SGR. Ma sarà Banca d’Italia a dover introdurre, entro dicembre 2008, nuovi limiti all’esercizio dei poteri di indirizzo e coordinamento delle banche capogruppo verso le proprie SGR.
Infine, sarà la volta dei prodotti. Se dal lato del mondo obbligazionario e degli strumenti assicurativo-finanziari si dovrà abbandonare entro la fine dell’anno la via dell’“opacità”, a favore di una maggiore trasparenza, con tanto di intervento diretto della Consob; sul fronte hedge fund sta per scoppiare una vera rivoluzione.
 
Se il Ministero dell’Economia rispetterà i tempi stabiliti dal gruppo di lavoro di Banca d’Italia, i fondi di fondi hedge saranno accessibili con soli 25.000 euro, mentre i fondi puri vedranno ridurre la quota di investimento minima da 500 a 250.000 euro. E, per entrambi gli strumenti, svanirà il numero massimo di partecipanti attualmente esistente per i fondi speculativi (che presto saranno ufficialmente denominati alternativi, ndr). Insomma, nei prossimi quattro mesi assisteremo a una rivoluzione del settore che cambierà completamente lo scenario del risparmio gestito italiano, risollevando l’industria dall’attuale crisi. 
 
Almeno queste sono le intenzioni del gruppo di lavoro promosso da Banca d’Italia che non è però riuscito a ottenere, e a stabilire, date certe per la questione più calda del settore: la tassazione dei fondi comuni. Il famoso passaggio della tassazione del fondo dal maturato al realizzato potrà avvenire solo per opera del Ministero dell’Economia, e il tutto dovrebbe avvenire (secondo il documento del tavolo tecnico) “al più presto”. 
 
Misura vaga che oggi non lascia presagire rivoluzioni, soprattutto se associata all’ultima novità in tema di regime fiscale: il rialzo della ritenuta sui proventi distribuiti dai fondi immobiliari (passata dal 12,5% al 20%) e l’aumento, sempre al 20%, dell’aliquota sui capital gains realizzati dai partecipanti a questi fondi. 


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Tag
Mario Draghi - risparmio gestito - fondi hedge



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