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Crisi finanziaria? L'economista risponde

di    Giovanni Nigretti  (tutti i suoi articoli)

Ultimo aggiornamento : 07-10-2008 11:30
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Nonostante i piani americani e le intenzioni europee approvate da una parte all’altra del globo, le Borse mondiali continuano ha registrare perdite senza precedenti e sempre più pesanti. Bluerating.com ha intervistato Franceso Daveri, professore ordinario di Politica Economica presso la facoltà di Economia dell'Università di Parma, per cercare i perché di una simile situazione e come essa si possa ripercuotere in Italia.

Bluerating.com: Negli Stati Uniti, la patria del capitalismo, il Governo ha approvato un Piano pubblico del valore di 850 miliardi di dollari per salvare banche e società in crisi. Le Borse mondiali avevano già scontato questa ipotesi e dopo qualche seduta in ripresa, sono ritornate pesantemente in negativo. Qual è la sua opinione al riguardo?

Daveri:
Le Borse ritengono insufficiente il piano Paulson, perché fa troppo poco per ridare fiducia a consumatori e imprese, e non dà una prospettiva a consumi e investimenti in aggregato e quindi, non è abbastanza per ridare fiato all’economia.


Bluerating.com: In Europa il G4 si è riunito per dare una risposta politica ad una situazione di forte crisi finanziaria. Si è voluto dare maggiore sicurezza, garantendo l’impegno a salvaguardare gli interessi dei risparmiatori e la liquidità necessaria per sostenere l’economia, avviando un giro di vite sulle attività finanziarie speculative. Come crede che si svilupperà nei prossimi mesi questo piano d’azione?


Daveri:
I G4 hanno preso gli impegni che potevano prendere. In assenza di unità politica, non potevano certo impegnarsi a fornire somme confrontabili con quelle predisposte negli Stati Uniti per lo stesso scopo. Malgrado i proclami e le dichiarazioni di intenti cooperativi, credo che i paesi continueranno a muoversi in ordine sparso perché hanno interessi non coincidenti. L’unica cosa cooperativa che faranno è quella di allentare ulteriormente il vincolo del 3% ai deficit pubblici. Per garantire liquidità, la Banca Centrale Europea taglierà a breve i tassi di 50 punti base e forse di altri 25 punti entro la fine dell’anno.


Bluerating.com: Alla luce di quanto detto, ci sono però molti economisti che sono dell’idea che il mercato debba depurare da solo quanto di marcio c’è nel sistema senza l’intervento di Stati e/o Governi che corrono in aiuto di società e banche in grosse difficoltà. Qual è la sua opinione al riguardo?


Daveri:
Non sono di questa opinione. Ora che i buoi sono scappati dalla stalla, i governi devono fare qualche cosa, di qua e di là dall’Oceano, per evitare che la crisi diventi peggiore. E lo possono fare usando un misto di strumenti di moral suasion e di interventi diretti. In Italia, sarebbe desiderabile che, a fianco del salvataggio eventuale di banche in difficoltà, il governo rimettesse al centro dell’agenda politica la continuazione delle liberalizzazioni dei settori bancario e assicurativo. Un’altra cosa è chiedersi quali debbano essere le regole per fare in modo che la crisi di oggi non si ripeta in futuro. Il puro e semplice intervento di supporto di oggi senza una modifica contestuale delle regole di funzionamento dei mercati finanziari sarebbe dannoso per il futuro.


Bluerating.com: In questo contesto di grave crisi, come si collocano le banche italiane?


Daveri:
Il nostro sistema bancario è meno esposto di quello degli altri paesi allo shock originario (quello del mercato dei mutui) perché le famiglie italiane sono state abituate a comprare la casa con i soldi dei genitori e accendendo mutui di entità limitata (40-50% massimo del valore della casa). Quanto sia esposto allo shock dovuto alla trasformazione dei crediti in prodotti derivati non lo sappiamo con certezza.

 



Le informazioni contenute in bluerating.com si basano su fonti ritenute attendibili, non ne possiamo tuttavia garantire l'assoluta esattezza o veridicità. Le opinioni espresse nei contributi giornalistici possono essere modificate senza preavviso e sono redatte a solo scopo informativo e non costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio. Chiunque ne faccia un uso diverso da quello per cui sono state pensate se ne assume la piena responsabilità.


Tag
Francesco Daveri - Bce - G4



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